corre, corre, il tic tac diventa isterico e dice che è il momento di muoversi: un messaggio subliminale trasmesso dalla realtà di tutti i giorni ti sta convincendo che poco tempo fa sei morto e adesso sei fatto nuovo, adesso sei fatto uomo. E l'uomo che sto imparando a conoscere, oggi, non ha dimenticato la sua Isola che non c'è, e l'uomo che conosco oggi ha meno paura, o forse anche di più rispetto al ragazzo che gli ha lasciato il posto, ma è adulto e sa come autoconvincersi, ma è adulto e non permette che le occasioni gli passino accanto, sfiorandolo, per poi scappare via e non tornare più indietro.
Ho di nuovo nuove strade che iniziano a diventare mie, ho di nuovo il piacere della scoperta quotidiana qui dove non sai mai quello che può succedere, qui dove trovi tesori quando meno te l'aspetti.
E tutto inizia a prendere forma, adesso tutto è potenzialmente possibile, vedo le tracce di ipotetica reatà che potrebbero diventare la mia vita: voglio iniziare a mettere un ordine tangibile e concreto nella mia vita, voglio iniziare a dire tutto quello che non ho mai detto alle persone più importanti della mia breve ma intensa esistenza.
E se il tic tac da isterico passasse ad essere calmo, lento, e se il tic tac dovesse trasformarsi in silenzio, io potrei anche dire di aver fatto tutto, proprio tutto, anche di più, di quello che volevo fare...potrei chiudere gli occhi con un sorriso in volto, sazio dell'amore che ho raccolto attorno a me, e di quello che ho donato, sinceramente, a questo mondo che tanto amo.
Premessa: questo sarà un post flashante di quelli che piacciono tanto a me, concedetemi di spararmene uno che sono in crisi d'astinenza!
Stasera è stato l'addio ufficiale alla mia estate, domani inizierò il mio stage, da domani avrò un ufficio, un computer e degli incarichi da portare a termine. Io non me ne rendo conto.
Domani suenerà una sveglia, dovrò riabituarmi a quell'orribile musichetta del cellulare che non sentivo da troppo tempo, dovrò riindossare camice e cravatte dopo secoli, però alla fin fine non mi dispiace, ora mi sento pronto. Domani inizierò qualcosa che ho scelto e per cui sono stato scelto, sarà qualcosa di completamente nuovo il chè significa che inizio ad avere concretamente una sorte di "progressione".
E stasera si è festeggiato perchè è ufficialmente terminata l'estate più lunga degli ultimi sei anni della mia vita, un'estate durata forse quanto tutte l'estati di quegli stessi ultimi sei anni.
La mia residenza è così grande che ha un mega tetto su cui si può comodamente stare in tanti: da lì si vedono tutti i grattacieli illuminati del quartiere delle istituzioni che è proprio adiacente al nostro: e proprio i grattacieli mi hanno dato spunto per riflettere, mi hanno accompagnato in questo metaforico passaggio che domani mattina si realizzerà. Li guardavo sovrastare la città, ho immaginato la gente che li popola durante la giornata: tutti uffici, di notte sono vuoti. E ho pensato che domani io sarò uno di loro, il chè mi ha spaventato ma dall'altro eccitato. Ho percepito davvero l'evolversi degli eventi.
E poi mi sono guardato attorno: sono a Bruxelles da soli quattro giorni e ho già invitato una ventina di persone a cena, ho cucinato pasta per tutti, ci si è seduti in cerchio sul tetto, con candele e arghilè alla mela portato dal mio coinquilino egiziano. E anche lì il tempo è tornato indietro, ma mi sono reso conto di non essere lo stesso Leonardo, e mi sono rassegnato che è giusto dare l'oppurtonità anche a chi sono oggi di vivere l'esperienze stupende del passato, tocca anche a lui, tocca anche a me. E ho sorriso mentre ad un certo punto, guardando i grattacieli dal mio tetto, mi è venuta in mente la scena finale di fight club, quando tutto crolla e i due protagonisti si tengono per mano assistendo inermi alla scena.
E come in quel film mi viene da chiedermi "where is my mind?", ma stavolta mi rispondo che non importa, che stavolta è importante vivere.
Mi addormento in quest'estate per risvegliarmi domani nell'autunno... ma ogni stagione è speciale a modo suo, e io sono così preparatamente impreparato ad affrontare quella che sta arrivando che non posso far a meno di andare a dormire, anche stanotte, sereno.
La prima cosa di cui mi sono reso conto ieri sera è che qui ogni stagista che si rispetti, e qui sono quasi tutti stagisti, ha una doppia vita: si lavora durante il giorno, in giacca, cravatta e similari ma poi si torna a casa, ci si mette e comodi e si esce, ci si sfoga con amici, drinks e musica.
Ieri sera mi sono ritrovato nel cuore di un parco a me sconosciuto, una sorta di enorme prateria illuminata solo dalla luna piena, un mare di gente, musica, parole confuse in non so quante lingue.
Ho conosciuto tante persone, siamo partiti che eravamo in due e dopo dieci minuti eravamo già quasi venti, a chiedersi cosa facciamo qui a Bruxelles, da dove veniamo, cosa abbiamo studiato, come si dice questa o quell'altra parola nella propria lingua per poi provare a ripeterla.
Questa atmosfera mi mancava, erano due anni che non provavo l'ebrezza di essere italiano in mezzo a non italiani, ed è così essenziale per me il confronto, la scoperta di similitudini e differenze.
E' stata una bella serata, conclusa al Delirium, il pub più famoso della città dove il menù comprende più di duecento qualità di birre diverse. Bellissima serata insomma.
Stasera "beer fest" alla Grand Place, la piazza principale di questa città che già mi sta tanto simpatica.
E da lunedì sarò ufficialmente uno stagista...uno che si rispetti però!